Darmix

Appena due mesi fa i profeti dello spread andavano predicando che al nostro Paese sarebbe bastato cacciare Silvio Berlusconi per non farsi più strozzare dal differenziale di rendimento più temuto d’Europa.
E così, poco prima delle dimissioni annunciate dal Cav il 9 novembre, ogni giorno qualche autorevole osservatore ribadiva (testuale) che «Le dimissioni di Berlusconi valgono almeno 100 punti di spread».
Una tesi sostenuta dall’economista Tito Boeri (20 settembre), da Enrico Letta del Pd (26 settembre), dal banchiere Claudio Costamagna (3 novembre), dal presidente dell’Udc Rocco Buttiglione (12 novembre) e dall’ex premier Massimo D’Alema (5 novembre).

Dago fa i nomi  

E i cultori dismal risponderanno, pensa te dove sarebbe ora lo spread ci fosse ancora Lui! Senza vergogna. 

(via abr)

Tito Boeri, minchia!

Tra l’altro, ora la Canzelliera sarà contenta: ha detto all’Italia di arrangiarsi e non sentirà più un fischio fastidioso nelle orecchie perché qualche collega le starà dicendo che è inchiavabile. Al massimo, Monti si mette a disegnare grafici. 

(via ringoworld)

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